La Juventus, nell’ultimo match del girone di questa UEFA Champions League 2018-2019, capitola a Berna contro uno Young Boys umile e vivace. Sconfitti 2 a 1 dagli svizzeri, i bianconeri si qualificano comunque come primi del girone grazie alla vittoria del Valencia sul Man United di Mourinho. La partita come iniziata doveva finire ancora nella prima frazione di gioco secondo Mister Allegri, ma la Juve è molle, crea pochissimo, sciupa alcune occasioni e il n.99 Hoarau la punisce con una doppietta da vero bomber. Non basta Dybala nel finale per agguantare il pareggio.

YOUNG BOYS (4-3-3): Wolfli; Mbabu, Camara, Benito, Garcia; Sow (91′ Wuthrich), Lauper, Aebisher; Ngamaleu (84′ Schick), Hoarau, Fassnacht (80′ Bertone). All: Seoane

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado (23′ Alex Sandro), Rugani, Bonucci, De Sciglio (72′ Dybala); Bentancur, Pjanic (65′ Emre Can), Bernardeschi; Douglas Costa, Mandzukic, Ronaldo. All. Allegri

Dybala in ri-spolvero nel finale (un gran goal di mancino e un goal annullatogli nel finale) non basta a Mr Allegri per portare a casa un’altra vittoria. Anzi, capitola a Berna grazie a uno Young Boys volenteroso e in buona forma mettendo così in discussione il primato del girone… ma deve ringraziare il Valencia che vince in casa con lo United di Mourinho. Una sconfitta che poteva “costare” caro diventa così una buona lezione di calcio per i bianconeri che non erano scesi in campo con la testa e il piglio di sempre.

A Berna ci siamo arrivati sì, ma non con la testa evidentemente. Il terreno di gioco – in sintetico – è ghiacciato e rende ogni controllo di palla difficile, a volte beffardo, una volta fatale. Alex Sandro – appena subentrato all’infortunato Cuadrado – ha la sola colpa (ingenuità) di commettere il fallo da penalty dopo aver perso palla in area su un passaggio alquanto rischioso e avventato di Douglas Costa. Le colpe sono imputabili a entrambi… certo non siamo qui per trovare dei “colpevoli”. Gli errori si possono commettere sempre, ma quando la testa è sconnessa le probabilità di sbagliare si alzano. Ed è la percezione che dà stasera questa Juve: molle, poco intraprendente, legata. Non sarà certo merito – crediamo – del campo ghiacciato.

Così al 30′ del primo tempo il n.99 Hoarau si presenta dagli 11 metri davanti a Szczesny: il suo destro è chirurgico e potente, l’estremo difensore bianconero intuisce e sfiora soltanto in tuffo ma il pallone colpisce il palo interno alla sua sinistra e sfila in rete. Mr Allegri è, a dir poco, furioso.

30° minuto, 1 a 0 Young Boys dopo almeno 4 occasioni sciupate da CR7 (stoppato dal portiere in uscita e impreciso sotto porta) e da Douglas Costa. Prima dell’intervallo la Juve va vicina al pareggio con il solito Cristiano Ronaldo che con un rasoterra di controbalzo da fuori area fa la barba al palo. Non ci sono altre occasioni fino al 45′.

Rientrati in campo per la seconda frazione di gioco i bianconeri cercano di aumentare pian piano il ritmo del gioco per trovare gli spazi che non sono riusciti a creare nel primo tempo, anche per merito dell’ottimo lavoro in fase di non possesso degli svizzeri, reattivi e grintosi su ogni pallone. Già al 2′ minuto della ripresa – 47′ – Alex Sandro sfiora il goal di testa su cross da palla inattiva del Pianista Miralem: la sfera, deviata anche da Hoarau si stampa sulla traversa negando al brasiliano il goal che gli avrebbe fato perdonare l’ingenuità commessa in precedenza.

Gli uomini di Allegri continuano a creare trame di gioco con lo scopo di aprire le maglie gialle degli svizzeri ma non ha la lucidità e la precisione che la distingue e fatica a penetrare la difesa avversaria. La Juventus sembra comunque padrona del gioco, ma al 68′ subisce un contropiede sviluppato magistralmente dallo Young Boys: Hoarau in campo aperto si trova uno contro uno con Bonucci che si va dribblare troopo facilmente lasciando l’attaccante avversario libero di concludere a rete con un bel diagonale su cui Szczesny non può arrivare. E’ sembrato davvero tutto troppo facile per gli svizzeri, a dir poco sconvolgente l’equilibrio della sqaudra di Torino nella situazione del raddoppio dei locali. 70′ e 2 a 0 Young Boys. L’unica buona otizia della serata arriva dalla Spagna: il Valencia conduce 2 a 0 sul Man United.

2 minuti dopo Allegri inserisce Paulo Dybala per ravvivare il match e cercare di agguantare il pareggio in meno di 20 minuti: il n. 10 argentino entra subito in partita e al 79′ sigla la rete del 2 a 1 con un gran sinistro al volo da fuori area a infilarsi nell’angolino basso alla sinistra dell’estremo difensore avversario Wolfli. 4 goal in due partite contro gli svizzeri per la Joya, che ha un altro passo rispetto ai suoi compagni.

Il finale è al “cardiopalma” se così si può definire considerando che una squadra è già qualificata e una già eliminata; sicuramente lo è stato per i tifosi svizzeri presenti allo Stade de Suisse che hanno testimoniato alla prima vittoria in Champions League della propria squadra. Succese tutto dall’85’ fino al recupero (93′): prima Ronaldo imbeccato da un traversone di Alex Sandro dalla sinistra incorna di testa da posizione defilata trovando il palo. Allo scadere, sugli sviluppi di un corner battuto da Pjanic, Bentancur serve arretrato Dybala che dai 25 metri di prima intenzione calcia un missile che si infila sotto la traversa lasciando pietrificato Wolfli. Ma il direttore di gara annulla per la posizione di offside di CR7 che era sulla traiettoria e aveva cercato di spizzare il pallone.

La Joya non può così regalare il pareggio ai compagni e mettere una pezza alla serata storta della Juve, anche se grazie al risultato di Valencia la sconfitta con lo Young Boys può essere solo da stimolo per il futuro.  Allegri avrà comunque due parole da dire ai suoi uomini per il mancato risultato contro un’avversaria assolutamente da battere. Quali saranno le motivazioni dietro a questi – purtroppo non troppo inconsueti – cali di pressione e attenzione da parte dei bianconeri?

Sempre e solo forza Juventus!

#UEFACHAMPIONSLEAGUE2018-2019

#JUVENTUS-VALENCIA

#FINOALLAFINE

UNISCITI AL CLUB!

La Juventus, nell’ultimo match del girone di questa UEFA Champions League 2018-2019, capitola a Berna contro uno Young Boys umile e vivace.
Sconfitti 2 a 1 dagli svizzeri, i bianconeri si qualificano comunque come primi del girone grazie alla vittoria del Valencia sul Man United di Mourinho.
La partita come iniziata doveva finire ancora nella prima frazione di gioco secondo Mister Allegri, ma la Juve è molle, crea pochissimo, sciupa alcune occasioni e il n.99 Hoarau la punisce con una doppietta da vero bomber. Non basta Dybala nel finale per agguantare il pareggio.

YOUNG BOYS (4-3-3): Wolfli; Mbabu, Camara, Benito, Garcia; Sow (91′ Wuthrich), Lauper, Aebisher; Ngamaleu (84′ Schick), Hoarau, Fassnacht (80′ Bertone). All: Seoane

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado (23′ Alex Sandro), Rugani, Bonucci, De Sciglio (72′ Dybala); Bentancur, Pjanic (65′ Emre Can), Bernardeschi; Douglas Costa, Mandzukic, Ronaldo. All. Allegri

Dybala in ri-spolvero nel finale (un gran goal di mancino e un goal annullatogli nel finale) non basta a Mr Allegri per portare a casa un’altra vittoria. Anzi, capitola a Berna grazie a uno Young Boys volenteroso e in buona forma mettendo così in discussione il primato del girone… ma deve ringraziare il Valencia che vince in casa con lo United di Mourinho. Una sconfitta che poteva “costare” caro diventa così una buona lezione di calcio per i bianconeri che non erano scesi in campo con la testa e il piglio di sempre.

A Berna ci siamo arrivati sì, ma non con la testa evidentemente. Il terreno di gioco – in sintetico – è ghiacciato e rende ogni controllo di palla difficile, a volte beffardo, una volta fatale. Alex Sandro – appena subentrato all’infortunato Cuadrado – ha la sola colpa (ingenuità) di commettere il fallo da penalty dopo aver perso palla in area su un passaggio alquanto rischioso e avventato di Douglas Costa. Le colpe sono imputabili a entrambi… certo non siamo qui per trovare dei “colpevoli”. Gli errori si possono commettere sempre, ma quando la testa è sconnessa le probabilità di sbagliare si alzano. Ed è la percezione che dà stasera questa Juve: molle, poco intraprendente, legata. Non sarà certo merito – crediamo – del campo ghiacciato.

Così al 30′ del primo tempo il n.99 Hoarau si presenta dagli 11 metri davanti a Szczesny: il suo destro è chirurgico e potente, l’estremo difensore bianconero intuisce e sfiora soltanto in tuffo ma il pallone colpisce il palo interno alla sua sinistra e sfila in rete. Mr Allegri è, a dir poco, furioso.

30° minuto, 1 a 0 Young Boys dopo almeno 4 occasioni sciupate da CR7 (stoppato dal portiere in uscita e impreciso sotto porta) e da Douglas Costa. Prima dell’intervallo la Juve va vicina al pareggio con il solito Cristiano Ronaldo che con un rasoterra di controbalzo da fuori area fa la barba al palo. Non ci sono altre occasioni fino al 45′.

Rientrati in campo per la seconda frazione di gioco i bianconeri cercano di aumentare pian piano il ritmo del gioco per trovare gli spazi che non sono riusciti a creare nel primo tempo, anche per merito dell’ottimo lavoro in fase di non possesso degli svizzeri, reattivi e grintosi su ogni pallone. Già al 2′ minuto della ripresa – 47′ – Alex Sandro sfiora il goal di testa su cross da palla inattiva del Pianista Miralem: la sfera, deviata anche da Hoarau si stampa sulla traversa negando al brasiliano il goal che gli avrebbe fato perdonare l’ingenuità commessa in precedenza.

Gli uomini di Allegri continuano a creare trame di gioco con lo scopo di aprire le maglie gialle degli svizzeri ma non ha la lucidità e la precisione che la distingue e fatica a penetrare la difesa avversaria. La Juventus sembra comunque padrona del gioco, ma al 68′ subisce un contropiede sviluppato magistralmente dallo Young Boys: Hoarau in campo aperto si trova uno contro uno con Bonucci che si va dribblare troopo facilmente lasciando l’attaccante avversario libero di concludere a rete con un bel diagonale su cui Szczesny non può arrivare. E’ sembrato davvero tutto troppo facile per gli svizzeri, a dir poco sconvolgente l’equilibrio della sqaudra di Torino nella situazione del raddoppio dei locali. 70′ e 2 a 0 Young Boys. L’unica buona otizia della serata arriva dalla Spagna: il Valencia conduce 2 a 0 sul Man United.

2 minuti dopo Allegri inserisce Paulo Dybala per ravvivare il match e cercare di agguantare il pareggio in meno di 20 minuti: il n. 10 argentino entra subito in partita e al 79′ sigla la rete del 2 a 1 con un gran sinistro al volo da fuori area a infilarsi nell’angolino basso alla sinistra dell’estremo difensore avversario Wolfli. 4 goal in due partite contro gli svizzeri per la Joya, che ha un altro passo rispetto ai suoi compagni.

Il finale è al “cardiopalma” se così si può definire considerando che una squadra è già qualificata e una già eliminata; sicuramente lo è stato per i tifosi svizzeri presenti allo Stade de Suisse che hanno testimoniato alla prima vittoria in Champions League della propria squadra. Succese tutto dall’85’ fino al recupero (93′): prima Ronaldo imbeccato da un traversone di Alex Sandro dalla sinistra incorna di testa da posizione defilata trovando il palo. Allo scadere, sugli sviluppi di un corner battuto da Pjanic, Bentancur serve arretrato Dybala che dai 25 metri di prima intenzione calcia un missile che si infila sotto la traversa lasciando pietrificato Wolfli. Ma il direttore di gara annulla per la posizione di offside di CR7 che era sulla traiettoria e aveva cercato di spizzare il pallone.

La Joya non può così regalare il pareggio ai compagni e mettere una pezza alla serata storta della Juve, anche se grazie al risultato di Valencia la sconfitta con lo Young Boys può essere solo da stimolo per il futuro.  Allegri avrà comunque due parole da dire ai suoi uomini per il mancato risultato contro un’avversaria assolutamente da battere. Quali saranno le motivazioni dietro a questi – purtroppo non troppo inconsueti – cali di pressione e attenzione da parte dei bianconeri?

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