Milan-Juventus, posticipo domenicale della 12^ giornata della Serie A TIM 2018-2019 sancisce la netta superiorità dei bianconeri sulla squadra di Gattuso. Mandzukic e CR7 firmano la vittoria insieme a Szczesny, decisivo sul rigore di Higuain, che dopo l’errore perde la testa e si fa espellere per proteste da Mazzoleni.

Milan (4-4-2): Donnarumma; Abate (74′ Borini), Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Suso, Kessié, Bakayoko, Calhanoglu (74′ Laxalt); Higuain, Castillejo (62′ Cutrone). All. Gattuso

Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cancelo, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (74′ Khedira), Matuidi; Dybala (79′ Douglas Costa); Mandzukic, Cristiano Ronaldo. All. Allegri

La Juventus passa 2 a 0 a San Siro con il freno a mano tirato, alcuni giornalisti hanno parlato addirittura di “trotto”. E il risultato non mente: la Vecchia Signora dimostra una netta superiorità sul Milan in ogni reparto, ma c’era da aspettarselo.

Tuttavia, se vogliamo essere pignoli come il nostro Mister Allegri, questa Juve pecca in generale nel non saper chiudere subito le partite (il goal di Ronaldo che chiude i discorsi arriva al minuto 81) e ha peccato questa sera perché un singolo episodio (il fallo di mano di Benatia, per intenderci) avrebbe potuto davvero complicare il match se Higuain non si fosse fatto ipnotizzare sul dischetto dall’ex compagno Szczesny e se Mazzoleni fosse stato più fiscale sul tocco di mano del marocchino della Juve che richiava l’espulsione per doppio giallo.

Gli uomini di Allegri hanno gestito la partita e le energie, forse affatticati dalla sconfitta infrasettimanale di Champions, ma – eccetto il rigore- non hanno mai dato occasione ad un Milan, ridimensionato per i tanti, troppi infortunati, di preouccare il n.1 polacco.

La prima azione della partita basta ai bianconeri per andare subito in vantaggio: Alex Sandro riceve palla nel proprio regno, la trequarti sinistra, due avversari rossoneri davanti a lui non si frappongono tempestivamente e il brasiliano ha tutto l’agio di pennellare un cross al bacio sul quale si stacca in volo SuperMario Mandzukic che sovrasta Rodriguez e di testa non perdona Donnarumma. Il croato rientra dall’infortunio e torna subito al goal: un giocatore davvero insostituibile. 8 minuti e già 1 a 0 Juve.

I bianconeri dominano sul piano del gioco gli uomini di Gattuso che faticano a creare situazioni di gioco davvero interessanti. La Juve sfiora il raddoppio dopo soli 3 minuti ancora con il croato che riceve un traversone sempre da sinistra (questa volta dai piedi di Ronaldo) ma non impatta bene il pallone.

Gli uomini di Allegri congelano il match abbassando i ritmi di palleggio e non concedendo nulla al Milan, la partita prosegue senza grandi emozioni fino al 39′ quando Suso pesca con un filtrante in area il grande ex Higuain che con uno stop a seguire supera Benatia che accidentalmente tocca con un braccio interrompendo l’azione promettente e forse pericolosa dell’argentino.

Mazzoleni chiede l’aiuto del VAR e dopo un’attenta osservazione a video indica il dischetto del rigore: il tocco di mano di Benatia c’è ed  è determinante. Nel post-partita si discuterà molto se Benatia meritasse o meno il secondo giallo che gli sarebbe costata l’espulsione, tuttavia c’è un rigore da segnare prima.

Higuain si prende la responsabilità e il peso (decisamente ingombrante) di calciare il rigore della “vendetta”, ma il n.1 bianconero lo conosce bene e si sono allenati una stagione intera insieme sui rigori… prima del calcio dalgi 11 metri Ronaldo sussurra qualcosa all’orecchio del compagno: ai microfoni del post-partita Szczesny rivelerà che il portoghese gli ha consigliato di partire in anticipo perché l’argentino avrebbe calciato con potenza. Il portiere della Juve rivelerà anche però di aver scelto quell’angolo perché conosceva bene Higuain…  Higuain parte, incrocia con un rasoterra potente e angolato ma Szczesny intuisce l’angolo in anticipo, si lancia e devia quanto basta per mandare la sfera sul palo esterno.

Episodio decisivo del match in quanto manda i bianconeri in spogliatoio ancora in vantaggio, annulla il potenziale pareggio rossonero e non fa altro che aumentare la pressione e il nervosismo dell’attaccante avversario.

Le due squadre rientrano in campo a formazioni invariate: la Juventus è padrona del campo, il Milan si sbilancia in avanti per cercare il pareggio e i bianconeri possono sfruttare gli spazi e sfiorano ripetutamente il 2 a 0. Ronaldo ci va vicino in due occasioni: prima al 55′, innescato da Alex Sandro, strozza il tiro di mancino sul quale Donnarumma non ha particolari difficoltà, la seconda se la crea da solo al 78′, 50 metri palla al piede fumandosi il centrocampo rossonero, arriva al limite dell’area ma non impatta ancora bene il pallone.  Dybala – serata spenta per lui, ingabbiato tra le maglie rossonere che non lo fanno brillare – ci era andato vicino già al 57′ : punizione dalla sinistra calciata benissimo dalla Joya, il palo però  si frappone tra lui e il goal.

Per il raddoppio bianconero bisogna aspettare l’81’: Laxalt, subentrato per dare un po’ di verve al gioco dei compagni, sbaglia un disimpegno sulla sinistra servendo Cancelo che a difesa rossonera schierata (e molto statica) accelera, salta con facilità lo stesso Laxalt e calcia in porta: Donnarumma si oppone respingendo il tiro al centro dell’area dove Cristiano Ronaldo non si fa pregare e spara di piattone in rete. 2 a 0 Juve e fine dei conti.

Prima della fine del match c’è spazio però per la crisi di nervi di Higuain che per un fallo su Benatia fischiatogli contro (proprio su Benatia, che doveva  forse essere espulso) protesta con veeemenza in direzione di Mazzoleni che sfila dal taschino il cartellino giallo. Higuain continua andando a muso duro con il direttore che non esita ad estarre il rosso. L’attaccante argentino cade in preda ad una vera e propria crisi di nervi e devono intervenire i compagni rossoneri e gli ex compagni bianocneri per calmarlo e convincerlo ad allontanarsi. Lo stesso CR7 cerca di parlare con l’ex compagno di Madrid ma il Pipita non sembra voler parlarci troppo volentieri… L’argentino richia sicuramente di scontare più giornate in tribuna, penalizzando cos’ la sqaudra e Mister Gattuso. È inevitabile il dispiacere anche per noi juventini a cui il Pipita ha dato tanto negli anni passati a Torino ed è concepibile il suo nervosismo per una sfida così personale: nel post-match il Pipita si scuserà con Mazzoleni in persona, la squadra e i tifosi per il comportamento scorretto: “Scusate, ma non sono un robot”.

Ora ci godiamo la vittoria.

Sempre e solo forza Juventus!

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