Juventus-Valencia, penultimo match del girone per i bianconeri in questa UEFA Champions League 2018-2019, doveva portare 3 punti alla squadra di Allegri e così è stato grazie all’assist di CR7 e al tap-in di SuperMario Mandzukic. Peccato solamente per il goal nel finale del Man United… ma questa Juve è più forte della differenza reti…

Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro (46′ Cuadrado); Bentancur, Pjanic, Matuidi; Dybala (79′ Douglas Costa), Mandzukic, Ronaldo. All: Massimiliano Allegri

Valencia (4-4-2): Neto; Wass, Gabriel, Diakhaby, Gayà; Coquelin, Parejo, Kondogbia (72′ Soler), Gonçalo Guedes; Rodrigo (46′ Gameiro), Santi Mina (68′ Batshuayi). All. Marcelino Garcia Toral

Doveva andare così, e così  è stato. Dovevamo vincere, e abbiamo vinto. Come solo le grandi squadre sanno fare.

Pecchiamo ancora un poco in concretezza negli ultimi 25 metri, dove spesso siamo inconcludenti e un po’ troppo leziosi, ma Mister Allegri ne è consapevole e saprà sicuramente far lavorare i suoi al meglio anche sotto questo aspetto. Poco importa se il Man United segna al 91′ un goal che tiene aperto il discorso “testa del girone”, un goal peraltro viziato da un tocco di mano – sembrerebbe volontario – di Fellaini: poco importa perché la Juvnetus è pià forte di tutto e a Berna andremo a prenderci altri 3 punti e chiuderemo il discorso a distanza con Mourinho.

La squadra di Allegri si presenta all’Allianz Stadium con una formazione ormai ben collaudata: Szczesny tra i pali,la difesa ormai titolarissima (Chiellini-Bonucci-Cancelo-Alex Sandro), a centrocampo l’insostituibile Pjanic affiancato dai due cavalli Matuidi e Bentancur, davanti il tridente ad alto tasso tecnico e di spettacolo Ronaldo-Dybala-Mandzukic.

La Juventus è superiore in ogni settore del campo, nell’organizzazione del gioco, nella precisione e nel recupero palla… e lo sa bene. Il primo tempo – forse proprio per la troppa consapevolezza bianconera di poter segnare in qualsiasi momento della gara – si chiude però in parità a reti inviolate.

Anzi, l’occasione più nitida è quella a favore degli ospiti nel primo minuto di recupero, quando su calcio d’angolo il difensore valenciano Diakhaby incorna violentemente il pallone: 9 / 10 quello è goal, 1 / 10 c’è Szczesny che con un colpo di reni compie un vero e proprio miracolo mantenendo il punteggio sul pari. Prodigioso.

Non che la Juve non abbia dominato. La mole di gioco creata è stata tanta, le occasioni vere e proprie però poche, forse una: al minuto 22° Dybala servito all’altezza della metà campo si libera facilmente di Kondogbia (troopo facilmente, il centrocampista del Valencia si dimostra infatti il giocatore che era all’Inter, purtroppo) raggirandolo, la Joya punta poi la difesa avversaria per smarcare qualche compagno e inventa un filtrante per l’arrivo del galoppante Alex Sandro sulla sinistra, il brasiliano appoggia indietro per Ronaldo sul dischetto del rigore ma il passaggio è troppo telefonato e viene letto facilmente dai difensori spagnoli che chiudono lo specchio al portoghese.

Le altre due “occasioni” a favore dei bianconeri sono arrivate al 3′ e al 41′: la prima se la costruisce tutto da solo CR7: sulla trequarti avversaria punta, sterza, finta, controfinta e calcia un tiro potente ma centrale su cui l’ex Neto non ha difficoltà a intervenire. La seconda – che poteva essere sfruttata molto meglio – è sui piedi di Joao Cancelo liberato con grande intelligenza da un tocco di tacco di Bonucci rientrante da un’incurisone offensiva: il terzino portoghese ha tutto l’agio di entrare in area senza essere infastidito, ma al momento del tiro sceglie l’opzione forse più difficile, il suo esterno destro sul secondo palo. La palla esce comodamente di 2 metri senza creare alcun problema al portiere ospite.

Così il primo tempo si chiude 0 a 0, senza troppe emozioni.

Al rientro dall’intervallo però la Juventus cerca subito il vantaggio e lo trova alla prima occasione buona: al 58′ Cancelo serve il connazionale Ronaldo all’interno dell’area degli ospiti: defilato sulla sinistra CR7 sfida in surplus la difesa e poi, d’imporvviso, fulmine nella notte, accarezza il pallone con un doppio passo micidiale, un passo, un tocco e rasoiata ad attraversare l’area per incontrare il piattone di SuperMario Mandzukic, che deve solo appoggiare in porta. Cristiano inventa, Mario segna. 1 a 0 Juve.

Al croato il merito di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, smarcatosi senza dificoltà dalla marcatura un po’ scialba degli avversari. Ma CR7 dimostra ancora una volta di essere decisivo, di poter accendere la scintilla in qualsiasi momento, a piacere… fantastico.

Solo 2 minuti dopo il vantaggio, al 60′, il Valencia guadagna una punizione da ottima posizione: il capitano Parejo (il migliore tra i suoi per visione di gioco e intelligenza tattica) la calcia tagliata in direzione del secondo palo, un tiro-cross che mette sempre in grande difficoltà le difese: la sfera viene deviata da Diakhaby e si infila alle spalle di Szczesny… il goal però viene annullato senza troppe proteste perché segnato letteralmente di braccio dal difensore francese. La moviola non mente e il difensore francese si prende un giallo dal direttore Collum, ridacchiando proprio ad ammettere la furbizia. Furbizia che poteva costare il apreggio ai bianconeri…

La Vecchia Signora non si fa certo intimorire dal pareggio sfiorato e continua a macinare gioco creando 3 occasioni per raddoppiare nell’arco di circa 15 minuti, tra il 67′ e l’80’: prima Ronaldo prende l’ascensore su corner di Dybale, ma Neto è attento, si allunga e blocca. Poi è il turno della Joya – partita di sostanza la sua questa sera, tanta corsa e sacrificio, sono venuti un po’ meno gli spunti del genio – che dal limite dell’are cerca il 7 lontano ma calcia centrale e trova nuovamente Neto che manda in angolo.

La terza è sicuramente la più clamorosa: al minuto 80° Douglas Costa, subentrato per sfruttare al meglio gli ampi spazi che si sono creati, sciabola per CR7 sulla sinistra, il portoghese con una combinazione magistralmente elegante (stop di petto in corsa e retropassaggio al volo) serve a sua volta Mandzukic, tutto solo in mezzo all’area, il croato però si sbilancia indietro con il corpo e non impatta bene il pallone smorzandolo a mo’ di volé alla Federer… sprecando così l’opportunità di chiudere definitamente il match, anche se gli ultimi 10 minuti sono normale amministrazione per i bianconeri.

Il Valencia rimane matematicamente fuori dai giochi con la vittoria in extremis dello United, la Juventus è matematicamente qualificata alle fasi finali. Contro lo Young Boys ci giochiamo il primato nel girone H.

Ora testa al campionato, ci aspetta un mese di fuoco prima della pausa natalizia!

Sempre e solo forza Juventus!

#UEFACHAMPIONSLEAGUE2018-2019

#JUVENTUS-VALENCIA

#FINOALLAFINE

UNISCITI AL CLUB!

Juventus-Valencia, penultimo match del girone per i bianconeri in questa UEFA Champions League 2018-2019, doveva portare 3 punti alla squadra di Allegri e così è stato grazie all’assist di CR7 e al tap-in di SuperMario Mandzukic. Peccato solamente per il goal nel finale del Man United… ma questa Juve è più forte della differenza reti…

 

Doveva andare così, e così  è stato. Dovevamo vincere, e abbiamo vinto. Come solo le grandi squadre sanno fare.

Pecchiamo ancora un poco in concretezza negli ultimi 25 metri, dove spesso siamo inconcludenti e un po’ troppo leziosi, ma Mister Allegri ne è consapevole e saprà sicuramente far lavorare i suoi al meglio anche sotto questo aspetto. Poco importa se il Man United segna al 91′ un goal che tiene aperto il discorso “testa del girone”, un goal peraltro viziato da un tocco di mano – sembrerebbe volontario – di Fellaini: poco importa perché la Juvnetus è pià forte di tutto e a Berna andremo a prenderci altri 3 punti e chiuderemo il discorso a distanza con Mourinho.

La squadra di Allegri si presenta all’Allianz Stadium con una formazione ormai ben collaudata: Szczesny tra i pali,la difesa ormai titolarissima (Chiellini-Bonucci-Cancelo-Alex Sandro), a centrocampo l’insostituibile Pjanic affiancato dai due cavalli Matuidi e Bentancur, davanti il tridente ad alto tasso tecnico e di spettacolo Ronaldo-Dybala-Mandzukic.

La Juventus è superiore in ogni settore del campo, nell’organizzazione del gioco, nella precisione e nel recupero palla… e lo sa bene. Il primo tempo – forse proprio per la troppa consapevolezza bianconera di poter segnare in qualsiasi momento della gara – si chiude però in parità a reti inviolate.

Anzi, l’occasione più nitida è quella a favore degli ospiti nel primo minuto di recupero, quando su calcio d’angolo il difensore valenciano Diakhaby incorna violentemente il pallone: 9 / 10 quello è goal, 1 / 10 c’è Szczesny che con un colpo di reni compie un vero e proprio miracolo mantenendo il punteggio sul pari. Prodigioso.

Non che la Juve non abbia dominato. La mole di gioco creata è stata tanta, le occasioni vere e proprie però poche, forse una: al minuto 22° Dybala servito all’altezza della metà campo si libera facilmente di Kondogbia (troopo facilmente, il centrocampista del Valencia si dimostra infatti il giocatore che era all’Inter, purtroppo) raggirandolo, la Joya punta poi la difesa avversaria per smarcare qualche compagno e inventa un filtrante per l’arrivo del galoppante Alex Sandro sulla sinistra, il brasiliano appoggia indietro per Ronaldo sul dischetto del rigore ma il passaggio è troppo telefonato e viene letto facilmente dai difensori spagnoli che chiudono lo specchio al portoghese.

Le altre due “occasioni” a favore dei bianconeri sono arrivate al 3′ e al 41′: la prima se la costruisce tutto da solo CR7: sulla trequarti avversaria punta, sterza, finta, controfinta e calcia un tiro potente ma centrale su cui l’ex Neto non ha difficoltà a intervenire. La seconda – che poteva essere sfruttata molto meglio – è sui piedi di Joao Cancelo liberato con grande intelligenza da un tocco di tacco di Bonucci rientrante da un’incurisone offensiva: il terzino portoghese ha tutto l’agio di entrare in area senza essere infastidito, ma al momento del tiro sceglie l’opzione forse più difficile, il suo esterno destro sul secondo palo. La palla esce comodamente di 2 metri senza creare alcun problema al portiere ospite.

Così il primo tempo si chiude 0 a 0, senza troppe emozioni.

Al rientro dall’intervallo però la Juventus cerca subito il vantaggio e lo trova alla prima occasione buona: al 58′ Cancelo serve il connazionale Ronaldo all’interno dell’area degli ospiti: defilato sulla sinistra CR7 sfida in surplus la difesa e poi, d’imporvviso, fulmine nella notte, accarezza il pallone con un doppio passo micidiale, un passo, un tocco e rasoiata ad attraversare l’area per incontrare il piattone di SuperMario Mandzukic, che deve solo appoggiare in porta. Cristiano inventa, Mario segna. 1 a 0 Juve.

Al croato il merito di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, smarcatosi senza dificoltà dalla marcatura un po’ scialba degli avversari. Ma CR7 dimostra ancora una volta di essere decisivo, di poter accendere la scintilla in qualsiasi momento, a piacere… fantastico.

Solo 2 minuti dopo il vantaggio, al 60′, il Valencia guadagna una punizione da ottima posizione: il capitano Parejo (il migliore tra i suoi per visione di gioco e intelligenza tattica) la calcia tagliata in direzione del secondo palo, un tiro-cross che mette sempre in grande difficoltà le difese: la sfera viene deviata da Diakhaby e si infila alle spalle di Szczesny… il goal però viene annullato senza troppe proteste perché segnato letteralmente di braccio dal difensore francese. La moviola non mente e il difensore francese si prende un giallo dal direttore Collum, ridacchiando proprio ad ammettere la furbizia. Furbizia che poteva costare il apreggio ai bianconeri…

La Vecchia Signora non si fa certo intimorire dal pareggio sfiorato e continua a macinare gioco creando 3 occasioni per raddoppiare nell’arco di circa 15 minuti, tra il 67′ e l’80’: prima Ronaldo prende l’ascensore su corner di Dybale, ma Neto è attento, si allunga e blocca. Poi è il turno della Joya – partita di sostanza la sua questa sera, tanta corsa e sacrificio, sono venuti un po’ meno gli spunti del genio – che dal limite dell’are cerca il 7 lontano ma calcia centrale e trova nuovamente Neto che manda in angolo.

La terza è sicuramente la più clamorosa: al minuto 80° Douglas Costa, subentrato per sfruttare al meglio gli ampi spazi che si sono creati, sciabola per CR7 sulla sinistra, il portoghese con una combinazione magistralmente elegante (stop di petto in corsa e retropassaggio al volo) serve a sua volta Mandzukic, tutto solo in mezzo all’area, il croato però si sbilancia indietro con il corpo e non impatta bene il pallone smorzandolo a mo’ di volé alla Federer… sprecando così l’opportunità di chiudere definitamente il match, anche se gli ultimi 10 minuti sono normale amministrazione per i bianconeri.

Il Valencia rimane matematicamente fuori dai giochi con la vittoria in extremis dello United, la Juventus è matematicamente qualificata alle fasi finali. Contro lo Young Boys ci giochiamo il primato nel girone H.

Ora testa al campionato, ci aspetta un mese di fuoco prima della pausa natalizia!

Sempre e solo forza Juventus!

#UEFACHAMPIONSLEAGUE2018-2019

#JUVENTUS-VALENCIA

#FINOALLAFINE

UNISCITI AL CLUB!