CR7 e Bernardeschi firmano la vittoria sul Frosinone che equivale al primato in classifica a punteggio pieno. “Questa è la Juve più forte degli ultimi otto anni…”

Al Benito Stirpe la Juventus fatica per ben 80’ contro un Frosinone vocato al sacrificio e alla difesa della propria porta, coordinato e posto in campo in modo ordinato e quasi “militaresco” da Mister Longo, che non rinuncia comunque a puntare sulle ripartenze, nonostante l’ovvia “disparità d’artiglieria”con gli avversari.

E per 80’ minuti la fortezza capitanata dall’ex Molinaro tiene bene le offensive della Juve, che nascono spesso e volentieri dall’iniziativa di un CR7 con il dente avvelenato per la fantasmagorica espulsione al Mestalla di Valencia. Al minuto 81 però il Frosinone si deve arrendere al fuoriclasse portoghese che, su una palla vagante in area di rigore avversaria, si fa trovare prontissimo e calcia di mancino nell’angolino alla sinistra di Sportiello.

Fortuna nel trovarsi al momento giusto nel posto giusto, sì, ma anche bravura nella prontezza in cui è riuscito a rimanere sul filo della linea difensiva del Frosinone, senza andare in fuorigioco.

Prima di trovare il goal con Ronaldo, la Juventus ci va vicina in altre occasioni, nonostante l’undici di Allegri giochi sotto ritmo la prima frazione di gioco. CR7 lo sfiora più volte: nel primo tempo il vantaggio glielo nega un salvataggio sulla riga da parte della difesa avversaria a portiere battuto, poi è Sportiello a ergersi a muro su altri due suoi tentativi ravvicinati. Ma non solo CR7… Alex Sandro sfiora un gran goal con un tiro di controbalzo che sfila a lato dell’incrocio.

Il pallone sembra non voler entrare, ma il Frosinone non riesce a controbattere ad una Juventus sempre attenta e rapida nel recuperare il possesso e ad allargare subito a Bernardeschi e Cancelo, subentrati per allargare il gioco e allentare le maglie difensive avversarie. Si dice che la pazienza è la virtù dei forti e Mr. Allegri è maestro di pazienza e costanza: solo così si possono risolvere partite delicate e psicologicamente snervanti come questa.

Il vantaggio di Ronaldo arriva comunque e atterra un Frosinone stanco mentalmente per la meticolosa attenzione mantenuta fin qui e la partita si fa in discesa: la Juve aumenta il possesso palla cercando di addormentare la partita fino al recupero, quando su ripartenza ancora di Ronaldo (da evidenziare l’allungo di 40 metri al 93’) trova il raddoppio con Bernardeschi e sancisce il fischio finale di Giacomelli.

Nel postpartita di domenica sera capitan Chiellini ha dichiarato alle telecamere di Sky Sport che questa sarebbe la Juventus più forte del nuovo ciclo, cioè degli ultimi otto anni. Un’affermazione certo figlia dell’atmosfera che i giocatori devono respirare e vivere in spogliatoio e durante le partite, ma corroborata anche dalle prestazioni, dalle vittorie e dal punteggio pieno in campionato.

Una Juventus così forte non si era mai vista: un organico ampio e di grande qualità, con la conseguente possibilità di avere a disposizione diverse soluzioni tattiche e di sperimentare alcuni giocatori in ruoli non prettamente “naturali” (vedasi Cuadrado esterno basso).

Tutte queste circostanze, affiancate dalle vittorie – convincenti – fin qui conquistate, non possono che far sperare in un’annata storica per la Vecchia (rinnovata) Signora. Un’annata storica significa soltanto il Triplete, per i tifosi bianconeri, o almeno la Champions League, lontana da Torino ormai da troppe stagioni e negli ultimi anni solamente sfiorata, con sofferenza. Ma la stagione è ancora lunga e il nostro compito di tifosi è quello di seguire e supportare la nostra squadra del cuore.

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